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Passi di interviste con le storie
dimensione responsabilità - dipendenza: Postino

Un 60enne del Canavese, ex autista-fattorino in una ditta: "Sembra una storia di fantasia; invece 5-6 anni fa al mio paese un attacchino attaccava un po’ di manifesti, e poi bruciava gli altri. L’ho visto io".

Casalinga 49 enne del lido di Venezia, ex telefonista di albergo: "E’ già successo che il postino, non so in che posto, bruciava la posta, la faceva sparire o gliel’hanno trovata in casa; non so quante lettere che non aveva consegnate".

Un’astigiana di 88 anni, professoressa di lettere in pensione: "E’ successo: un tale bruciava davvero le lettere! E’ successo qualche mese fa. L’ho letto sul giornale".

Una casalinga milanese di 66 anni, mentre le viene raccontata la storia, sbotta: "Allora ecco la raccomandata che abbiamo perso! Noi abbiamo perso una raccomandata con un assegno da quasi 1 milione."


dichiarazioni forti pro-postino

Una sarta napoletana di 60 anni: "Ci sono tante cose che non funzionano: ognuno fa i suoi comodi, cominciando proprio dai capi, dai sindaci, da tutti i politici"

dichiarazioni neutre

Una milanese di 42 anni, redattrice di una casa editrice, ex quadro del PCI in URSS: "Non avrei convocato il padre in presenza dei bambini, per tenerli fuori. Avrei invece coinvolto il mio superiore gerarchico, il preside, per decidere con lui il da farsi."

dichiarazioni blande anti-postino

Una romana di 32 anni, operaia in una ditta di pulizie: "Le cose cambiano cominciando dal piccolo".

Una casalinga 78 enne di Mola (Bari), ex commessa, ex sarta: "Ragionandoci bene meritava di perdere il posto perché la posta deve arrivare. Oggi come oggi si telefona... ma la posta è importante. Dalle piccole cose si arriva alle grandi. Intanto io faccio quello che devo fare; il paese andrà avanti da sé".

Una 55enne di Gallarate, che ha lavorato nell’industria tessile del marito: "sei pagato per fare un lavoro; se lo fai male non è che ti pagano meno. Lo devi fare al meglio non solo per il datore di lavoro ma anche per te stesso; perché il lavoro ti fa crescere."

dichiarazioni forti anti-postino

Un’operaia metalmeccanica di 48 anni di un paesino in provincia di Napoli: "Io sicuramente denuncerei il caso ai carabinieri perché uno che viene pagato per lavorare 6 ore deve lavorare 6 ore e non 4".

Un tecnico informatico 28enne di Varese: "Io avrei mandato i carabinieri direttamente a casa sua, perché è uno schifo. Ma perché difenderlo? Non c’è nessuna ragione. Questo è un disgraziato! Ma come: brucia le lettere?!"

Uno studente universitario teramano di 24 anni: "La posta io la vedo molto romanticamente come un legame tra persone, molto più del telefono. Se io sapessi che mi è mancata una lettera di una persona cara perché qualcuno l’ha bruciata o me l’ha rubata starei malissimo, lo picchierei, gli darei la punizione più grande che posso... . E’ una cosa abominevole; la posta è qualcosa di sacro."

Un milanese di 83 anni, ex imprenditore: "E’ una mancanza ai doveri d’ufficio, ai doveri dei dipendenti, ai doveri dei lavoratori, ai doveri umani. Distruggere qualche cosa per non volerlo portare non è concepibile, non è giusto. Quest’uomo non può fare il postino; io lo licenzierei."

Una pensionata 67enne di Sini (Oristano), ex banconista in una mensa: "E’ pagato per quel servizio lì e deve svolgerlo interamente. La paga gli arriva tutta, non solo una parte!"

Un pensionato 56enne di Cornigliano (Genova), ex spedizioniere: "Un commesso che non fa il suo dovere danneggia solo il padrone; ma qui danneggia un sacco di gente".

Una casalinga pratese di 51 anni, ex commessa in una farmacia: "Carla pensa ai problemi della famiglia. Ma quello ha commesso un reato, anzi due: verso le poste, il suo lavoro, e verso i cittadini. L’aiuto alla famiglia non c’entra nulla. Altro che aiuto: favoreggiamento!"

Una casalinga marchigiana di 56 anni: "Questa cosa è tremenda. Sarebbe bene che i carabinieri andassero in fondo, perché non si può tollerare."

Un pensionato di 49 anni, di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: "E’ interruzione di pubblico servizio, e vai sul codice penale".

Un pensionato di 74 anni della provincia di Benevento: "La maestra aveva il dovere di denunciare il postino: Doveva denunciarlo, e che lo licenziassero pure.... e se nella posta bruciata c’erano soldi o qualcosa di importante?"

Una milanese di 42 anni, redattrice di una casa editrice, ex quadro del PCI in URSS: "Non avrei convocato il padre in presenza dei bambini, per tenerli fuori. Avrei invece coinvolto il mio superiore gerarchico, il preside, per decidere con lui il da farsi."