benvenuti su Paideia

Passi di interviste con le storie
dimensione responsabilità - dipendenza: Lotterie

abreazioni:

Un’operatrice sociale 35enne di Busto Arsizio (Varese): "questo capostazione è un bigotto e un fesso!"

Una fiorentina di 3O anni, laureata in scienze economiche: "Si parla del lavoro di capostazione: che lavoro avrà mai fatto! Non è mica un chirurgo: ha fatto un lavoro qualunque per campare. Il discorso del capostazione è un discorso da invidiosi."

Una parmigiana di 31 anni, attrice di teatro: "Non si può essere così settari!"

Uno studente universitario intervistato a Firenze: "Non trovo che sia giusto cercare di educare il popolo come se fosse la plebe romana".

Una fiorentina trentenne: "non è detto che lavorare sia far qualcosa di utile a qualcuno. Non è detto che il capostazione abbia fatto qualcosa di utile; in primo luogo lo ha fatto per portare a casa lo stipendio"

Un 45enne, socializzato a Castel d’Argile (BO). Laureato in agraria, sopravvede il settore concimi di un consorzio agrario: "Si può attribuire a quella persona la capacità di avere scelto il momento giusto di comprare il biglietto per vincere un miliardo".

Un ferrarese 37enne, laureato in chimica, ricercatore Himont in chimica. "Questo signore, che vuole escludere le lotterie, è un capoccione."

Un mantovano di 44 anni, dirigente di consorzio agrario: "Sono due coglionate. Non sono d’accordo e basta. Non entro nemmeno in discussione".

Un 27enne emiliano laureato alla Bocconi, export manager di salumificio: "Stupidaggini! Non ci sarà un’etica che regolamenta anche questo!"

Un’avvocatessa torinese di 35 anni sospira per 12 secondi prima di mormorare: "E’ un gioco..."

Un’albergatrice 26enne di Cesenatico mormora con voce impercettibile: "Ma non ha senso, questa affermazione..."

Un milanese di 27 anni, venditore di spazi pubblicitari: "La prima cosa che mi viene in mente è una parolaccia"

Una pensionata tarantina di 79 anni: "Noi preghiamo a Dio di vincerla questa lotteria. E’ giusto: ognuno cerca i suoi diritti".

Un 30enne di Copparo (FE), istruttore di yoga e karaté: "Gli direi che me li sono sudati facendo la schedina"

Un export manager riminese di 29 anni: "Se uno vince un miliardo rispettando le regole del gioco ha gli stessi identici meriti di chi se li è sudati".

Un impiegato di banca 32enne di Medicina: "Risponderei che è scemo! Non lo capisco: uno vince, i soldi se li tiene e buonanotte!"

Un pensionato tarantino di 81 anni: "se ho giocato e il padre eterno mi ha protetto cosa vuole il ferroviere da me? Lui non ha giocato niente!".

Uno studente universitario tarantino di 20 anni: "Non mi perderei nemmeno a rispondergli: molte volte coi vecchi non si può nemmeno parlare. Non è giusto lavorare, non è giusto sudare; è giusto godersi la vita".

Un 16enne tarantino studente liceale: "la fortuna aiuta gli audaci"

Uno studente 18enne: "allora il Totocalcio cosa esisterebbe a fare? Che esisterebbe a fare il Totocalcio?"

Una casalinga 52enne: "I soldi bisogna sudarli? E allora che ci sono a fare lotto, lotterie, totocalcio? Perché ci sono le vincite? Perché si gioca?".

Un bolognese di 29 anni, ingegnere dell’IBM: "anche vincere al Totocalcio non è mica facile! Si può provare per anni. Si suda, a vincere al Totocalcio!..."

Un milanese di 27 anni, venditore di spazi pubblicitari: "La prima cosa che mi viene in mente è una parolaccia."

Un bolognese di 39 anni, titolare di agenzia di pubblicità: "Le lotteria, la fortuna, sono fatti della vita... Se il vecchio non li accetta è un disadattato..."

Un forlivese di 35 anni, dirigente di azienda: "Se li ho vinti vuol dire che me li sono sudati in tante giocate non vittoriose, per cui me li sono meritati"

Una violoncellista faentina di 29 anni: "Tutte balle queste qui!

Un ragioniere milanese di 24 anni: "Allora non dovremmo neanche fare le corse dei cavalli o le corse dei cani!"

reazioni fuori tema

Un 37enne di Siderno Marina che lavora di una cooperativa di inserimento di handicappati: "Sono immorali tutte ‘ste ragazzine seminude che ballano, non i giochi!"

Un pensionato 56enne di Cornigliano (Genova), ex spedizioniere: "Invogliare la gente a giocare è disonorevole per lo Stato". Un milanese di 29 anni, aiuto operatore in riprese televisive pubblicitarie: "Più un paese è povero, disperato e stupido, più gioca alle lotterie".

Un impiegato comunale di 52 anni: "incassa molto più lo Stato che il vincitore; quindi è uno sfruttamento del popolo".

Un astro-fisico triestino di 60anni: "‘Senza fare nulla di utile a nessuno’ è sbagliato perché lo Stato con questi soldi può fare qualcosa di utile. Chi gioca contribuisce insieme a tutti quelli che hanno comprato il biglietto a dare i soldi allo Stato"

Un trafficante siracusano di oggetti d’arte, 53 anni: "E’ immorale che lo Stato crei questa cultura della ricchezza assoluta. Si è ricchi contentandosi di poco"

la fortuna è un diritto di tutti, una componente importante nella vita (risposte che ribaltano le tesi del capostazione)

Una studentessa tarantina di 22 anni: "Dove sta scritto che uno si deve ammazzare per guadagnare quelle dieci lire? Oggi grazie a Dio siamo usciti da questa mentalità che uno si deve ammazzare di lavoro per poter vivere."

Una pensionata di 67 anni, originaria del Sulcis (Cagliari), ex-agente di assicurazioni: "Sono favorevole alle lotterie; mi piacerebbe vincere. Vorrei vincere senza neanche comprare il biglietto."

Una caposala leccese 35enne: "è una cosa giusta: credo molto nella fortuna perché sono un tipo ottimista".

le lotterie sono legali; vincere alla lotteria non è mica rubare; non vedo cosa c’entrino le lotterie con l’etica; è un gioco (risposte che rifiutano di entrare nel merito)

Un ferrarese di 44 anni, tecnologo di processo nell’Enichem: "Non trovo che sia un lavoro disonesto, perché le fanno perfino le parrocchie, le lotterie, quindi..."

Un medico massese di 32 anni: "È una delle attività statali più popolari, meglio riuscite, più ben viste da tutti."

Un 37enne esperto di informatica di Medicina (BO): "E’ giusto vincere al Totocalcio. Esistono questi giochi, è giusto."

Un 25enne di Palmanova (PN), leader di un gruppo rock: "la cosa è diventata talmente tradizione che uno non la pensa mai in questi termini"

il gioco è connaturato alla natura dell’uomo / bisogna dare una speranza, un sogno a tutti (risposte che controbattono le tesi del capostazione con argomenti basati sulla natura umana)

Un milanese di 24 anni, responsabile marketing di una ditta: "La vita di tutti è basata sulla speranza. Chi spera di vincere la lotteria, chi spera di diventare un grande calciatore o cantante, chi di diventare un boss. Se non ci fosse la speranza non ci sarebbe nulla."

Un’impiegata comunale tarantina di 36 anni: "Da che mondo è mondo all’uomo è piaciuto tentare la fortuna."

Un 29enne di Palmi (RC), agente di polizia: "Non vedo che ci sia un reato a dare un filo di speranza alla vecchia pensionata, al povero disoccupato."

Un agiato napoletano, proprietario di una gelateria : "Quando uno nasce cerca sempre di migliorare: giocare al Totocalcio, giocare al lotto, è una cosa normale per ognuno."

Un architetto riminese di 40 anni: "La vita è anche un gioco, non è solo rigore morale e severità".

Un disoccupato pugliese di 24 anni: "E’ una cosa che si è sempre fatta: prima di giocare a dadi si giocava alle cinque pietre: chi mandava la pietra più avanti vinceva il centesimo."

Un ingegnere elettronico 28enne di Medicina (Bologna): "Ci sono persone che hanno bisogno delle lotterie perché è l’unica cosa che gli è rimasta. E’ immorale che lo Stato ci speculi sopra".

Un avvocato riminese di 34 anni: "C’è anche la necessità del gioco nella vita: non possiamo essere dei robot".

Un musicista berlinese di 30 anni: "La lotteria dà a alcune persone l’illusione di vivere un sogno, ed avere speranze fondate è bello perché fa bene alle persone, avere una possibilità di diventare ricco"

tanto chi vince non danneggia nessuno, non assorbe soldi pubblici

Un’impiegata di banca torinese di 29 anni: "Se uno gioca ogni tanto e vince, buon per lui! Il problema è che uno vince e molti si rovinano."

tanto tutti hanno le stesse possibilità

Un’impiegata parastatale cagliaritana di 43 anni: "I biglietti li può comprare chiunque, l’aristocratico come la povera gente... Tanti poveracci sono diventati milionari così."

Un forlivese di 35 anni, dirigente di azienda: "Se affrontiamo la vita con questa ottica dell’etica, allora perché un Agnelli ha i soldi e un immigrato non li ha? Le lotterie sono le meno immorali, perché sono aperte a tutti. Se è immorale la fortuna, allora è immorale quando uno gli cade una tegola sulla testa..."

Un 29enne di Latina, titolare di una pizzeria: "Per il figlio di un operaio fare l’università è quasi impossibile. In questo modo almeno tutti sono sullo stesso piano".

ci sono anche altri casi di soldi non sudati, come l’eredità; è ingiusta anche la distribuzione iniqua del reddito

Un forlivese di 35 anni, dirigente di azienda: "Se affrontiamo la vita con questa ottica dell’etica, allora perché un Agnelli ha i soldi e un immigrato non li ha? Le lotterie sono le meno immorali, perché sono aperte a tutti."

Un rappresentante 26enne di Reggio Emilia: "È come chi guadagna un miliardo in una giornata giocando in borsa: mica se li è sudati!"

Un pensionato tarantino di 57 anni: "sarebbe giusto se si vivesse in una società dove chi ha i soldi se li sono guadagnati"

Una casalinga 33enne di Taranto: "una lotteria è niente in confronto a tutti i soldi che si fregano quelli che sono al nostro governo".

Una ragioniera riminese di 24 anni: "Anche una persona nata in un famiglia ricca non se li è sudati!".

Una studentessa 21enne tarantina: "io in fondo non li ho rubati, mentre c’è gente che li ha rubati ad altri poveracci, come i nostri politici, per esempio".

può vincere un poveraccio / uno che usa bene i soldi

Un 29enne di Latina, titolare di una pizzeria: "Per il figlio di un operaio fare l’università è quasi impossibile. In questo modo almeno tutti sono sullo stesso piano."

Un astigiano 32enne, predicatore di una setta evangelica: "Potrei fare un uso molto positivo e utile agli altri di questi soldi, anche se non sudati."

Una tarantina 33enne educatrice di handicappati: "Se la Provvidenza Divina dispone in questa maniera non vedo perché si debba rinunciare: ci si può anche far del bene, in fondo; se uno crede in determinati valori può sempre attuarli".

le vincite enormi stravolgono la vita; coi denari facili non si va lontano / non si è felici
(risposte che contestano il fatto che vincere sia un vantaggio, e quindi smontano la premessa del discorso del capostazione)

Un livornese 43enne, funzionario al comune, disabile: "Una volta ho letto che la maggior parte delle persone che vincono grandi somme finiscono sul lastrico."

Un operaio tarantino di 49 anni: "Non è affatto una salvezza, perché abbiamo visto molte vincite che hanno portato a rovinare le persone".

Una negoziante di 73 anni di Nevale (Macerata): "A me mi piace sacrificarmeli, sudarmeli: allora sono più belli. Se li trovi per regalo, ti vanno via così, li sprechi".

Un 28enne programmatore di Medicina (BO): "Le vincite enormi possono produrre sconvolgimenti nelle persone che non ci sono preparate."

Una casalinga 52enne di Taranto: "Quando si hanno questi soldi enormi viene rovinata la famiglia; i soldi guadagnati sono quelli più goduti e apprezzati".

penso anch’io che sia diseducativo; non è immorale
(risposte che non accettano la tesi che le lotterie pongano una questione morale, ma solo la tesi dell’inopportunità di pubblicizzarle troppo)

Una sarta casalinga di 64 anni della provincia di Benevento: "Tu pensi di vincere, di non far niente tutta la vita... Ti aggrappi alla speranza della vincita e fai il fannullone."

Una contadina friulana di 72 anni: "Ho letto che ormai ci sono persone che di mestiere fanno il concorrente nei giochi a premio televisivi."

Un 28enne programmatore di Medicina (Bologna): "È altamente diseducativo, nel senso che ci stiamo avviando a vedere il denaro come una cosa che ti viene dal cielo. Ci sono trasmissioni televisive che danno milioni a chi indovina quanti fagioli ci sono in una bottiglia."

Un pensionato siciliano di 65 anni, ex-ufficiale: "Pensiamo a un pastore sardo che vede alla TV tutta quella pubblicità dei bagni con le maniglie dorate, quando lui va ancora a fare i suoi bisogni dietro il pagliaio. Anche a lui gli piace stare bene; e che si mette a pensare mentre le pecore pascolano? Pensa: ‘c’è tizio, lo rapisco!’ Ne sequestra dieci, mica uno."

Un ligure di 57 anni, caporeparto alla Fincantieri: "Ormai alla tv si vede che in un attimo si lava tutto, in un secondo si pulisce tutto, chiudi gli occhi e si stira tutto".

Un professore ferrarese di 56 anni: "tutto questo cancan sulle grandi vincite è una delle ragioni per cui la società tende a sgretolarsi; di fronte a problemi collettivi, la lotteria ti focalizza sui tuoi problemi personali."

Una 60enne di Gemonio (campagna varesina), medico in una USL: "Adesso è veramente esagerato... adesso è veramente una cosa spaventosa, tanto è vero che la gente adesso si è disamorata."

penso anch’io che sia immorale; non è diseducativo
(risposte che accettano le critiche allo Stato, ma trovano eccessiva la tesi sugli effetti diseducativi dei media)

Un sacerdote romano di 64 anni: "La lotteria è un contratto aleatorio ed è regolato dal settimo comandamento. Perché sia lecita la cosa lo Stato deve dare un premio in qualche modo proporzionato al prezzo del biglietto. Se manca la giusta proporzione, la cosa è immorale."

Una milanese di 42 anni, redattrice di una casa editrice, ex quadro del PCI: "Il fatto che sia lo Stato a proporre un gioco contrario all’etica del lavoro viola la stessa costituzione: la repubblica non è più fondata sul lavoro."

Una esercente di 44 anni di Torre Santa Susanna (Brindisi): "Io non trovo giuste queste cose. Trovo giusto il lavoro onesto, i soldi che vengono guadagnati con il lavoro. E’ proprio amorale!"

Una 26enne educatrice di asilo nido di un paesino vicino a Trento: "Il fatto che uno si ritrovi ricchissimo per un gioco mi sembra assurdo, oltre tutto perché non sappiamo cosa farà con quei soldi"

.

sono pienamente d’accordo col capostazione: è immorale e diseducativo

Una torinese di 72 anni, ex maestra: "In questo modo mi sembra che si perda l’idea del valore del denaro. E pensare che c’è gente che fatica per un pugno di soldi!"

Una settantenne di Termoli (Campobasso), ex impiegata: "Io trovo completamente immorali le lotterie e i giochi a premio; li vieterei nel modo più assoluto... Innanzitutto si abitua la gente al guadagno facile, la si illude e si specula sulla sua buona fede. È una cosa che detesto dal profondo. Io sono contrarissima."

Un ragioniere friulano di 55 anni: "La lotteria è il classico caso in cui in cambio di nulla si dà una cosa sproporzionata. Il rapporto economico in una collettività è, e deve essere, un rapporto di reciprocità. Si appannano le coscienze nel ritenere che tutto sia dovuto alla sorte; è fortemente diseducativo: non stimola le persone a pensare che dietro ogni rapporto economico ci deve essere un atto di reciprocità."

Un 44enne di Ferrara, dirigente di un’associazione di volontariato: "Le cose che uno ha le deve conquistare: di fatto è così... la felicità la conquisti! Quello che è regalato è sempre pericoloso, comunque sia. Solo a quel punto puoi avere soddisfazione."

Un sarto 74enne di Menfi (AG): "E’ come mettere le persone in condizione che rubano avendo la licenza di rubare."