
Una sarta napoletana di 60 anni: "E’ successo anche a me. Fortuna che la macchina andava molto piano e non mi sono fatta niente. Ma la colpa era mia perché sono proprio sbucata."
Un’insegnante di scuola materna, campagna piemontese, 35 anni: "E’ capitato anche a me; ero in macchina e mi sono presa l’intera colpa perché avevo sbagliato, anche se con il codice la colpa sarebbe stata di entrambi".
Un bagnino romagnolo di 21 anni: "E’ successo a mio babbo: una gli ha tagliato la strada. E’ venuta da una stradina laterale, mio babbo per non andargli addosso ha sfasciato la macchina contro un muro. E lei ha negato tutto. Dato che è testimone di Jeovah, ha telefonato al marito per sapere come doveva comportarsi: il marito le ha detto di negare tutto e lei ha negato tutto".
Un’assistente sociale forlivese di 57 anni: "Nel parcheggiare ho urtato un motorino che è caduto su una macchina. Ho lasciato due biglietti e ho pagato il danno anche se nessuno mi aveva visto."
Un giovane (27 anni) imprenditore di Imola: "Spero che sia assicurato, Masetti. Se è assicurato penso che senz’altro faccia bene a pagare i danni al tipo del macchinone".
Una bolognese di 44 anni, funzionario regionale: "Io ho avuto un’esperienza del genere, nel senso che ero in macchina e un ragazzino mi è arrivato addosso e mi ha rovinato la macchina senza essere assicurato; il papà mi ha chiesto solo di aspettare due giorni che intanto lo assicurava e l’ha fatto..."
Un 35enne disoccupato di Portici (Napoli): "A parti invertite, l’automobilista non si sarebbe certo fatto scrupolo."
Un 29enne forlivese, ricercatore in azienda chimica: "Quando uno si trova in queste situazioni, può essere tentato a fare il furbo. Noi italiani ci siamo spesso dovuti arrangiare, fare i furbi..."
Una romana di 31 anni, segretaria d’azienda: "Nei centri storici quelle macchinone non dovrebbero neppure essere ammesse: inquinano e ingombrano. Almeno dovrebbero andare così piano da poter fermare in qualsiasi momento".
Un trentenne disoccupato romano: "Se quel ricco automobilista avesse investito il ciclista gli avrebbero sicuramente fatto pagare di più che non a riparare la macchina... per cui alla fine ha fatto il proprio interesse ad andare contro il lampione".
Un venditore porta a porta di libri ed enciclopedie della Val Chiavenna (Sondrio), di 43 anni: "La penso come il codice: la strada è stata costruita per l’uomo e non per la macchina; per cui qualunque cosa succeda all’uomo è sempre la macchina che è colpevole."
Una guardia comunale di Viterbo, 51 anni: "Il codice è uguale per tutti. Se il codice dà ragione a Masetti, lui non doveva pagare."
Una studentessa ventitreenne di Galàtone (Lecce): "Ha fatto male a pagare perché non è colpa sua se il codice della strada gli dà ragione"
Una napoletana di 52 anni, insegnante di disegno: "Anche se, dato il momento, l’emozione etc., ha dato la sua disponibilità, questa sua offerta può essere ritrattata se alla luce dei fatti si rende conto che la colpa non è sua."
Un mantovano 44enne, dirigente di un consorzio agrario: "Se quel signore in bicicletta ha accettato di avere torto, e quindi di impegnarsi nei confronti del proprietario della Mercedes, non vedo perché debba cambiare parere. Poteva però discutere prima di impegnarsi."
Una sessantenne romana, ex avvocato: "Masetti si è comportato secondo coscienza. È più importante il rispetto per me stessa che ciò che possono pensare gli altri: che sono una stupida. L’importante è che non lo pensi io."
Una 49enne napoletana, agente di commercio: "Il fatto di approfittarne mi farebbe sentire poco a posto; mi sentirei poco leale."
Un ragioniere friulano di 55 anni: "Le differenze di condizione economica non devono modificare gli atteggiamenti e i comportamenti. Sono convinto che con un comportamento del genere Masetti si comporti da educatore anche nei confronti dell’automobilista."
Un bidello di Gagliano del Capo (Lecce), 51 anni: "Penserei che l’ho scampata bella, e che non c’è prezzo."
Un geometra palermitano di 36 anni, dipendente da una USL: "Anche se pensassi di aver ragione, pagherei lo stesso perché mi ha evitato 40 giorni di ospedale!"
Un napoletano di 23 anni, impiegato in un’agenzia di pratiche automobilistiche: "Anche il codice della strada ha le sue eccezioni: bisogna vedere le condizioni, il momento. Masetti era sul luogo dell’incidente e quindi sa che il signore lo ha scansato e che lui lo deve anche ringraziare."
Un anziano ex ingegnere romano: "L’essere responsabili è un segno di identità personale. Non sei responsabile se prima non sei una persona autonoma."
Una sessantatreenne fiorentina di origine statunitense, ex insegnante d’inglese, ora in pensione: "Io Masetti lo ammiro molto. E’ una persona integra, corretta, che non dà sempre la colpa agli altri."
Un geometra palermitano di 36 anni, dipendente da una USL: "Anche se pensassi di aver ragione, pagherei lo stesso perché mi ha evitato 40 giorni di ospedale!"