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Passi di interviste con le storie
dimensione passività - attività: Jamaica

JAMAICA spontanee

si godrebbe la vacanza; resterebbe dov’è (risposte che sottolineano il fatto che la vacanza comporta inerzia assoluta)

Un bolzanino di 32 anni, commesso in una gioiellieria: “Ci tornerò quando lavoro. Sono in ferie e me le godo: dopotutto sono un dipendente. Ci pensi il titolare!”

si sposterebbe lì; la prossima volta andrebbe in vacanza lì (risposte di chi almeno prende l’iniziativa di spostarsi)

Una pizzicagnola cinquantenne di un paesino in provincia di Viterbo: “Se fossi nel ramo, profitterei per farmi cambiare di albergo.”

Una pescarese di 27 anni, dipendente in un’agenzia di viaggi: “Mando tanta gente in posti bellissimi; una volta che l’ho trovato io...”

si godrebbe la vacanza e una volta tornato a casa riferirebbe (risposte di chi si rende conto del valore commerciale del villaggio ma come dipendente non prende alcuna iniziativa)

Una pugliese di 79 anni, ex sarta, ex caposala in una clinica: “Ho trovato un’occasione migliore: c’è un posto bellissimo, anche se io sono l’ultima dipendente dell’azienda lo vado a dire. Questo significa lavorare con entusiasmo.”

mi darei da fare per l’agenzia cui appartengo (risposte di chi sfrutterebbe l’occasione per la sua agenzia e per la sua carriera entro l’agenzia)

Una casalinga milanese di 66 anni: “La prima cosa istintiva è informarsi. Il posto è bello: ‘vediamo come posso fare per mandarci i clienti dell’agenzia’ — mi sembra talmente chiaro! Io non ho la stoffa per fare l’agente, per vendere, ma in questo caso mi pare elementare!”

Un ligure di 57 anni, caporeparto alla Fincantieri: “Io mi sono sempre occupato di navi: quando ne vedo una, anche se sono in vacanza, un’occhiata se posso gliela do.”

Un 29enne di Latina, titolare di una pizzeria: “Ero in vacanza a Ischia, al ristorante ho trovato un ottimo vino, ho preso contatto con il fornitore e l’ho ordinato per la pizzeria.”

Una milanese di 32 anni, sceneggiatrice: “Vado in giro, mi faccio dare i dépliants di tutti gli alberghi; dove il mare è più profondo, meno profondo; dove ci sono gli scogli, dove no; dove è pescoso e dove invece non lo è... Se sono in una agenzia di viaggi devo vendere il viaggio a quello che fa sub o a quello in viaggio di nozze; a quello che ha dei ragazzini di tredici anni o ha dei bambini, mi informo anche se ci sono case in affitto, da mangiare, ristoranti, bar, tutto!”

Una fiorentina di 26 anni, gerente di un negozio di abbigliamento: “Io ero in vacanza a Parigi: mi son girata tutti i negozi per vedere che merce avevano e come la esponevano.”

Una romana di 31 anni, segretaria d’azienda: “Non lavoro nel turismo, e tuttavia quando vedo delle strutture alberghiere che mi piacciono, entro e le visito per poterci andare in futuro e poterle consigliare agli amici..”

profitterei dell’occasione per gettare le basi di una mia agenzia (risposte di chi trarrebbe il massimo vantaggio possibile dalla situazione)

Una pensionata di 67 anni originaria del Sulcis (Sardegna), ex agente assicuratore: “Andrei ad informarmi, a chiedere condizioni se la mia agenzia manda clienti e così via. Io non mi tiro mai indietro; quando c’è da ottenere il meglio io vado fino in fondo. Nel mettermi d’accordo sarei riuscita ad ottenere la vacanza per me, lì, subito. E avrei anche sfruttato l’occasione per fare un salto più alto, mettendomi in proprio.”

JAMAICA 2° domanda

ha torto perché la ragazza è una dipendente e non le spetta (chi dà una risposta del genere escluderebbe iniziative di tipo imprenditoriale anche al di fuori della vacanza)

Un forlivese di 43 anni, tecnico elettronico: “Secondo me lei come dipendente doveva limitarsi a tornare a casa, andare dalla persona addetta allo sviluppo di nuove proposte e raccontargli tutta la storia. Sarebbe stato un errore prendere l’iniziativa senza avere un mandato preciso.”

Una contadina friulana di 72 anni: “E’ una lavorante! cose le importa a lei di darsi da fare per il padrone?”

Una milanese di 42 anni, redattrice di una casa editrice, ex quadro del PCI: “E’ l’agenzia a dover farsi carico di spedire i propri dipendenti; senza pretendere che essi sfruttino le loro vacanze.”

ha torto perché chi lavora in un’agenzia non deve saper scovare nuovi posti; l’importante è convincere i clienti ad andare in quelli che offre l’agenzia (risposte che aderiscono a un modello burocratizzato di agenzia turistica)

Una trentenne di Cècina (Livorno), procuratore legale: “Può darsi che fra le competenze di un’impiegata in un’agenzia turistica rientri anche il compito di scoprire nuovi posti; ma credo che i proprietari dell’agenzia abbiano interesse a valorizzare i posti con cui hanno degli accordi.”

ha torto perché la ragazza era in vacanza

Un’operatrice sociale 35enne di Busto Arsizio (Varese): “E’ un giudizio assurdo! Era in vacanza! Ci mancherebbe....”

Una romana di 32 anni, operaia in una ditta di pulizie: “Si ha bisogno di staccare la spina ogni tanto.”

Una 49nne napoletana, ex agente di commercio ora ritirata: “Paoletta senz’altro non ha la stoffa per essere una manager di quelle fissate e anche un po’ idiote che non riescono neanche a godersi le vacanze perché lavorano anche in vacanza. Dal punto di vista umano, invece, io la ammiro molto.”

Una postina barese di 40 anni: “Si va in vacanza giusto per staccare. Se uno deve pensare al lavoro è inutile che vada.”

Un’impiegata di banca torinese di 29 anni: “Era in vacanza. Ha fatto benissimo a non mischiare il lavoro con la vacanza.”

Una casalinga di Ercolano (Napoli), 49 anni: “Lui è un maligno, lo avrebbe fatto! Ma lei è una semplice, si è goduta la vacanza...”

Un 25enne della provincia di Brindisi, operatore di riprese televisive: “La mia ragazza lavora in un’agenzia, e quando è in vacanza gira i villaggi. Le dico: ‘Ma che te ne frega? Sei in vacanza!’ Se l’agenzia fosse tua, sarebbe un altro discorso”

Una 54enne di Capo d’Orlando (Messina), dirigente scolastico: “L’amico Piero è una specie di giapponese, che pensa al lavoro anche quando dorme.”

non si può giudicare sulla base di un solo episodio! (risposte che fanno appello all’insufficienza di prove)

Una 42enne di Castiglione delle Stiviere (Mantova), funzionario del comune: “E’ un giudizio troppo severo perché Paola è agli inizi. Se fosse dieci anni che lavora lì sarebbe grave.”

Un ingegnere navale napoletano di 54 anni: “Non si deve scoraggiare anche se in quel momento magari può aver sbagliato.”

ha ragione perché scovare dei nuovi posti interessanti fa parte del mestiere di operatore turistico (risposte che accettano il giudizio di Piero senza particolari entusiasmi)

Un piemontese di 36 anni, capo-squadra manutenzione in un’industria di Cirié: “Stai lì due settimane, anche se perdi un pomeriggio a visitare gli alberghi non è che ti rovini la vacanza...”

Una casalinga milanese di 57 anni: “Pur godendosi la vacanza nulla le impediva di andare a parlare con i direttori degli alberghi; visto e considerato che lavora in un’agenzia è giusto pensare di portare qualcosa di nuovo all’agenzia e nello stesso tempo farsi la sua bella vacanza.”

Un medico potentino di 48 anni: “Se quando vai in vacanza non ti interessa per nulla il tuo lavoro, evidentemente lo fai tanto per fare.”

Un 69enne di Molinella (bassa bolognese), dirigente di cooperative: “Nel lavoro che fa Paola non c’è una separazione netta fra vacanza e lavoro.”

Una casalinga 53enne di un paesino vicino a Cremona, ex segretaria di azienda: “Probabilmente ha ragione perché se uno deve fare un mestiere del genere deve essere in grado di pensare agli affari in ogni situazione.”

ha perfettamente ragione: se non coglie un’occasione così vuol dire che non è il suo mestiere! (risposte che condividono con forza il giudizio di Piero)

Una perugina di 58 anni, titolare di un laboratorio di tessitura: “Rimarrà una semplice impiegata tutta la vita, non farà mai carriera; una travet che trascrive scartoffie... Se è un operatore turistico vuol dire che non ha capito proprio niente. Come: hai un’occasione d’oro così, e non la sfrutti? Ma allora non hai capito niente!”

Una pensionata di 67 anni originaria del Sulcis (Sardegna), ex agente assicuratore: “Secondo me questa ragazza non ha la stoffa davvero, e non dico solo a posteriori ma a priori. Se lei era veramente acuta non ci finiva lì, a Rimini, finiva nel posto più bello, dove ci sono gli scogli.”

Un 27enne di Lodi Vecchia, appena laureato in ingegneria, militare di leva e disoccupato: “Ci sono mestieri in cui non puoi staccare. Anche se sei in vacanza, devi sempre cogliere le occasioni che ti capitano; bastava dedicarci un paio di orette...”

Una sessantenne di Gemonio (campagna varesina), medico del lavoro in una USL: “Ha ragione perché una che lavora lì e che vuole sfondare e darsi da fare, andrebbe, visiterebbe, contratterebbe. Ma se fosse mia figlia a lavorare in una agenzia di viaggi farebbe come la Paola, starebbe lì, si godrebbe la sua vacanza alla faccia dell’agenzia.”

Un milanese di 29 anni, aiuto operatore in riprese televisive pubblicitarie: “Se uno ha veramente passione per il proprio lavoro, non ci sono vacanze. Bisogna metterci dell’arte, anche nei lavori esecutivi. Altrimenti siamo come un impiegato, che non vuole pensare.”

Un agente di polizia tarantino di 27 anni: “Bisogna guardarsi attorno! Se fa quel lavoro non le può fare che bene conoscere meglio i posti per poter consigliare gli altri.”

Una siracusana 60enne, insegnante di storia dell’arte: “Una delle prime caratteristiche di un agente di viaggio deve essere la curiosità. Non dico sacrificare la propria vacanza, ma prendere informazioni... Non ha la stoffa! Io nelle condizioni di Paola avrei unito l’utile al dilettevole: avrei cambiato villaggio e mi sarei informata sulle diverse possibilità.”

Un trafficante siracusano di oggetti d’arte, 53 anni: “Chi fa quel lavoro deve fare esperienza diretta; per questo si invitano gratis gli operatori a visitare personalmente i luoghi. Per proporre un prodotto migliore l’operatore deve saper trasmettere le sue esperienze, le sensazioni che gli ha dato quel luogo.”

Una milanese di 43 anni, impiegata alla Lottomatica: “Se un viaggio diventa un’occasione per stabilire dei contatti, perché no? Alla fine non le costava proprio nulla...”

Una 55enne di Gallarate, che ha lavorato nell’industria tessile del marito: “Se avesse avuto la stoffa sarebbe andata a trattare i prezzi per cogliere quella occasione. Lo avrebbe fatto spontaneamente, senza nessun obbligo.”