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Passi di interviste con le storie
dimensione particolarismo - universalismo: Postino

Una 19enne pistoiese, diplomata in attesa di prima occupazione. "E’ successo anche a me. Stavo andando a scuola in treno. Un ragazzo si buttò sulle rotaie e il treno gli staccò la testa. Si stette fermi tre ore in attesa di ambulanze, medici, polizia. Non ci facevano nemmeno scendere. Alla fine lo avremmo ammazzato noi se per caso fosse sopravvissuto."

Un 60enne del Canavese, ex autista-fattorino in una ditta: "Sembra una storia di fantasia; invece 5-6 anni fa al mio paese un attacchino attaccava un po’ di manifesti, e poi bruciava gli altri. L’ho visto io"

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Una casalinga 49enne del Lido di Venezia, ex telefonista in un albergo: "E’ già successo, non ricordo dove, che un postino bruciava la posta o la faceva sparire; gli hanno trovato in casa un sacco di lettere che non aveva consegnato."

Un’astigiana di 88 anni, professoressa di lettere in pensione: "E’ successo: un tale bruciava davvero le lettere! E’ successo qualche mese fa. L’ho letto sul giornale".

Un contadino di Sutera (Caltanissetta), 69 anni, una lunga storia di emigrazioni alle spalle racconta un episodio in cui la sua pensione era andata perduta per un disguido postale.

Una casalinga milanese di 66 anni, mentre le viene raccontata la storia, sbotta: "Allora ecco la raccomandata che abbiamo perso! Noi abbiamo perso una raccomandata con un assegno da quasi 1 milione."

riformulaz

Una parmigiana di 31 anni, attrice dilettante: "tanto, se il postino non consegna la posta, dopo sei o sette giorni i suoi superiori se ne accorgeranno e prenderanno loro i provvedimenti necessari."

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Una negoziante di 73 anni di Nevale (Macerata): "La maestra doveva dirlo. Se i carabinieri lo scoprono, ci va di mezzo lei: è colpevole lei come il postino".

pro-postino

Un operatore sociale 29enne di Montemurlo (Prato): "Penso che anche il postino abbia diritto di sbagliare se lo fa per tornare a casa a mangiare in famiglia; per cui è il caso di avvertirlo che ormai la cosa è venuta fuori, ma senza colpevolizzarlo".

pro maestra DIP

Un trentenne polesano, guardiano di parcheggio: "Credo che prima o poi verrebbe scoperto e che quindi non spetti alla maestra di intromettersi in queste faccende. Lei ha fatto bene a difendere il postino dal carabiniere"

pro maestra PART

Un 37enne di Siderno Marina che lavora di una cooperativa di inserimento di handicappati: "fossi nella maestra avrei avvertito il postino che ormai i carabinieri sanno della cosa"

Un operaio metalmeccanico 28enne di Casoria (Napoli): "La maestra è da ammirare perché ha avuto il coraggio di non denunciare il postino al carabiniere".

Una impiegata comunale 52enne di Cernusco sul Naviglio (Milano): "Avrei avvertito il postino che la bimba parlava, e se lo diceva in classe lo avrebbe potuto dire anche in giro. Inoltre, il maresciallo era ormai sul chi va là; quindi non gli conveniva continuare a bruciare la posta".

pro maestra FAMIL

Un disoccupato 27enne di San Giorgio a Cremano (Napoli), studente universitario a tempo perso: "Lei non ha protetto il postino, ha protetto la sua famiglia, ha protetto la bambina che lei evidentemente ama perché è una sua allieva."

Una 45enne di Commessaggio (Mantova), maestra elementare: "Se la maestra avesse avuto questa informazione direttamente dal postino avrebbe fatto male, ma visto che questa informazione è venuta dalla bambina, grazie alla fiducia che questa ha nell’insegnante, allora la maestra ha fatto bene a proteggerla".

Maestra 25enne di Mandela, paesino vicino a Tivoli (Roma): "La maestra ha fatto bene almeno per un motivo: se avesse parlato avrebbe messo nei guai non solo la famiglia, ma anche la bambina. Una maestra deve essere sensibile alla sorte dei bambini."

64enne di Colorno (Parma), ex pilota Alitalia: "Qui c’è un aspetto che potrebbe interessare la psicologia del bambino. La maestra viene a conoscere un reato di un padre attraverso il racconto del figlio. Suo impegno sarebbe quello di denunciare il padre per questo reato, però se denuncia il padre mette in condizione il figlio di odiarsi tutta la vita per aver messo nei guai il padre. Un educatore non può sottovalutare questo aspetto.

Una ventiseienne educatrice di asilo nido di un paesino vicino a Trento: "Ha fatto male a smentire quello che aveva sentito il bambino. Così il bambino fa una brutta figura col padre e perde credibilità. Doveva invece dire che non è il caso di dare importanza a quello che dice una bambina".

univ fattuale

Una romana di 32 anni, operaia in una ditta di pulizie "la maestra ha sbagliato a negare tutto ai carabinieri. Doveva riferire serenamente i fatti, naturalmente mettendo un punto interrogativo perché si tratta di bambini".

Un tecnico elettronico forlivese di 43 anni: "Davanti a un evidente reato doveva vincere il senso civico. La maestra doveva collaborare con i carabinieri, dire quello che gli aveva detto il bambino, dire anche che lei non ne aveva le prove; insomma attenersi alla realtà dei fatti".

Una settantenne di Bra (Cuneo), ex dirigente di una galleria d’arte: "Carla avrebbe dovuto dire al carabiniere quello che le aveva detto la bambina; non doveva mentire perché è un servizio pubblico. Era compito del carabiniere stabilire se la bambina aveva detto la verità".

univ norm

Un pensionato 56enne di Sestri Levante: "doveva denunciarlo dall’inizio. La posta è una cosa troppo importante."

Un cagliaritano di 36 anni, arredatore: "Se uno ha senso civico deve reagire indipendentemente da tutto; probabilmente anche usando l’innocenza di un bambino per mettere in luce una situazione che va condannata in modo categorico. In questo caso non si tratta di fare o meno la spia."

Un tecnico informatico 28enne di Varese: "Io avrei mandato i carabinieri direttamente a casa sua, perché è uno schifo. Ma perché difenderlo? Non c’è nessuna ragione. Questo è un disgraziato! Ma come: brucia le lettere?!"

univ RESP

Un sarto 74enne di Menfi (AG): "Ci doveva pensare lui a non mettere sul lastrico la sua famiglia!"

Una 54enne di Capo d’Orlando (Messina), dirigente scolastico: "Ha una famiglia da mantenere? Pazienza. Così impara!"

univ

Un ex operaio tessile 62enne di Legnago (Verona): "E la sorte delle altre famiglie, se una lettera importante va perduta?"

Una casalinga di 67 anni di Sambuca di Sicilia, ex operaia in una fabbrica tedesca: "potrebbe essere che qualcuno aspetta una lettera importante, magari un posto di lavoro; e quello gliela brucia!"

Un impiegato d’ordine di 58 anni di Torre Annunziata (Napoli): "Ma come? Uno aspetta una lettera importante, un posto di lavoro, e quello gli brucia la posta?"

Uno studente universitario teramano di 24 anni: "La posta io la vedo molto romanticamente come un legame tra persone, molto più del telefono. Se io sapessi che mi è mancata una lettera di una persona cara perché qualcuno l’ha bruciata o me l’ha rubata starei malissimo, lo picchierei, gli darei la punizione più grande che posso... . E’ una cosa abominevole; la posta è qualcosa di sacro."

anti-maestra

Un avvocato siracusano di 48 anni, consigliere comunale per Alleanza Nazionale: "Quando qua succede un fatto delittuoso non ci sono mai testimoni, non tanto perché hanno paura di una azione negativa da parte dei soggetti attivi di un presunto reato, ma proprio per indolenza, per atavica sfiducia nelle leggi e nelle istituzioni, perché niente di buono può esistere: questo è un po' l’atteggiamento — forse arabo — del meridionale."