

Scopo di queste scuole estive è mettere in contatto giovani sociologi di ogni parte d'Italia con alcuni dei docenti pił importanti di discipline sociologiche, che molti non avrebbero mai avuto occasione di sentire direttamente — a parte brevi interventi congressuali data l'inevitabile parcellizzazione della didattica in un paese con tanti corsi di laurea in cui si impartiscono insegnamenti sociologici.
Ci pare che questa iniziativa fornisca un'occasione di grande apertura culturale — e inoltre di conoscenze, scambi di esperienze, progettazione di collaborazioni, tra quelli che saranno i futuri esponenti della sociologia italiana.
Proprio per marcare la distanza dal formato abituale dei congressi, in cui si susseguono brevi interventi su argomenti scollegati, e consentire invece un corso organico di efficacia didattica incomparabilmente maggiore, di solito si invitano non pił di due sociologi e due metodologi per ogni scuola, nella prospettiva che — se il successo dell'iniziativa dura — nell'arco di qualche anno moltissimi insegnanti di valore tengano corsi nella scuola.
I docenti, che offrono la loro opera gratis, sono invitati a scegliere loro stessi il tema sul quale intratterranno la platea: possibilmente l'argomento in cui pensano di aver dato il pił significativo contributo alla disciplina. Per questa via si sono venute alternando riflessioni teoriche di grande generalitą e rarefazione formale (come quelle sulla sociologia relazionale), con riflessioni tematiche come quelle sulla cittą, sul welfare. E anche nei corsi metodologici del pomeriggio, si sono alternati temi relativi alla raccolta dei dati, come il campionamento, gli indicatori o forme particolari di intervista, con temi relativi all'analisi, come i loglineari e l'analisi in componenti principali.