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Caratteristiche strutturali della collana

(9° versione, luglio 1998)

spirito

La collana intende collocarsi sul versante dell’alta divulgazione. Ogni autore sarà invitato quindi a ispirarsi a criteri di chiarezza e cumulatività nell’esposizione.

In fatto di chiarezza le diffuse collane metodologiche della Sage — cui questa collana si ispira — costituiscono un modello, offrendo molti testi dalla prosa sobria e lineare. Frasi brevi; nessuna circonlocuzione retorica; pochi aggettivi; nessun superlativo.

Nelle public schools inglesi il modello di questo stile è stato per secoli il ternano Tacito. Dalle public schools molti autori inglesi e americani lo hanno appreso, o ripreso.

E’ uno stile da decision makers: riferire i fatti in modo chiaro ed essenziale, per basare su tali resoconti (evidence) decisioni rilevanti. E’ proprio portando all’estremo questa caratteristica che Russell e Wittgenstein (il secondo un ebreo continentale, ma educato a Cambridge e allievo del primo) immaginarono un linguaggio perfettamente isomorfo a oggetti e "stati del mondo".

Invece le nostre scuole hanno modellato per secoli il linguaggio su Cicerone — un retore, un avvocato il cui obiettivo era convincere i giudici e così avere la meglio sulla parte avversa. Quindi si insegnava un linguaggio pomposo, aulico, pieno di ridondanze perché repetita juvant. Una sintassi contorta per entraîner, avviluppare l’ascoltatore nel manto del discorso e trascinarlo, di voluta in voluta, sul terreno più favorevole all’oratore senza concedergli un punto (e a capo) per tirare il fiato.

La seconda caratteristica è la cumulatività. Alcune opere accademiche sono collocate sulle frontiere della loro disciplina e giustamente si concentrano sul far avanzare quella frontiera dando per scontate le retrovie. Si è certi che i lettori per cui si scrive — pochi, quasi individuabili nome per nome — conoscano a menadito le puntate precedenti: non è il caso di riassumerle.

La collana ha ospitato i contributi di vari autori capaci di opere "sulla frontiera", e conta di ospitarne ancora. Purché quando scrivono per la collana cambino stile. La collana ha l’obiettivo di fare avanzare la disciplina, ma non quello di ampliarne le frontiere con audaci puntate individuali. Il modo in cui ci proponiamo di fare avanzare la disciplina è consolidandola, irrobustendola, istituendo dei luoghi di ritrovo comuni dalla collocazione e configurazione note a tutti. Delle piazze, non dei sentieri di montagna. Anche: rimeditando e approfondendo l’esistente. Lavorando alle fondamenta, non agli attici.

In quanto requisito dell’alta divulgazione, la cumulatività ha questo senso, e si esplica a due livelli: entro la singola opera, e nel complesso delle opere.

Sono previste — qualcuna è già uscita — alcune opere di fondamento, che partono dalla tabula rasa e costruiscono mattone per mattone senza dare alcunché per scontato e senza saltare passaggi.

Sono anche previste numerose opere su temi più avanzati, nelle quali l’autore deve necessariamente dare qualcosa per scontato, appoggiandosi ad altre opere che approfondiscono i presupposti del suo discorso. Implicito nella nostra idea di cumulatività è un invito, rivolto all’autore di opere su temi avanzati, a cercare buona parte delle opere fondamentali, sulle quali si basa e alle quali rinvia, entro la collana stessa — naturalmente se esistono, cioè sono già state scritte e non soltanto progettate, e se egli le ritiene adeguate.

D’altra parte, se le opere sui fondamenti hanno rispettato lo spirito della collana, esse dovrebbero essere un buon supporto, una buona base cui appoggiarsi.

Un corollario di quanto detto è che un testo della collana non è il luogo del quale l’autore possa fare occasione e tramite per enunciare e diffondere sue posizioni personali, magari innovative e persino geniali.

L’autore di un buon testo di alta divulgazione non deve scomparire, ma deve essere modesto. La sua abilità consiste nell’individuare tutti i punti essenziali, ordinarli collocando ciascuno di essi al posto giusto affinché il discorso risulti cumulativo, ed esporre questa catena di capisaldi essenziali nella maniera più chiara, sintetica, pregnante possibile, dando a ciascuno il giusto rilievo: non troppo poco, ma neppure troppo.

La problematica sedimentata (cioè non risolta, ma canonica) dovrà essere incorporata nei vari capitoli pertinenti, mentre un’eventuale posizione problematica personale dell’autore dovrà essere posposta e chiaramente distinta.

Mettendo sul mercato una gamma vasta e — nel lungo periodo — tendenzialmente completa di opere specialistiche, ma omogenee nella concezione, nella forma, nelle scelte terminologiche e notazionali, la collana intende caratterizzarsi come un punto di riferimento di lungo periodo e ampio respiro nella cultura metodologica nazionale, favorendo così il consolidamento di una comunità scientifica.

Il presente documento tende appunto a favorire il conseguimento del grado desiderabile di omogeneità fra gli autori sia nella concezione sia nella forma. L’analogo obiettivo in fatto di scelte terminologiche è affidato a un glossario (vedilo in altro documento)

Nella prima pagina di ogni volume verranno ricordati gli scopi e lo spirito della collana. Nella terza pagina, cioè prima del titolo, verrà presentato ogni volta l’elenco delle opere già pubblicate. Nella quarta pagina, cioè a fianco (a sinistra) del titolo, verranno menzionati gli studiosi che hanno seguito la redazione del volume per conto della sezione. L’ultima di copertina ospiterà una presentazione del volume, a cura dell’autore e del comitato editoriale, seguita da una breve notizia sull’autore.

lunghezza dei volumi

Sono previste 2 lunghezze standard: 128 pp. (8 sedicesimi) e 160 pp. (10 sedicesimi). In casi specifici, concordati con il comitato editoriale della collana, si può andare oltre.

Le pagine di Angeli sono composte di 41 righe, 68 battute per riga (cioè di 2480 battute). Chi è abituato ad altri formati non avrà difficoltà a operare una semplice conversione delle cifre per sapere quante pagine può scrivere. Naturalmente in questo conto va tenuto presente lo spazio occupato da figure, tabelle, note, bibliografia, indici (analitico, degli autori e generale).

articolazione del testo e sequenza delle parti

Si raccomanda di avvalersi dell’opportunità di usare due corpi: il corpo 12 (che il tipografo trasformerà in 11/12) per gli argomenti strutturalmente portanti, che formano l’impalcatura del volume; il corpo 10 (che il tipografo trasformerà in 10/11) per gli approfondimenti, le digressioni, le parti di minore importanza. Queste parti, oltre che in corpo minore, sono anche leggermente rientrate a sinistra.

In corpo 10 e con un rientro sono stampate anche le citazioni lunghe (oltre le 2-3 righe). Le note sono stampate in corpo 9 (che il tipografo trasformerà in 8/9). Tra i brani in corpo maggiore e quelli in corpo minore si inserirà una riga vuota in corpo 7.

I brani in corpo minore devono essere adeguatamente segnalati al tipografo sulla copia a stampa da allegare al dischetto, con una riga colorata a margine lungo tutto il brano, accompagnata dalla scritta "corpo minore e rientrato".

In tutte le opere della collana, i livelli di partizione sono due (e soltanto due) : il capitolo (identificato da un numero arabo crescente da 1 a n e da un titoletto, in corsivo, corpo maggiore e a pagina nuova) e il paragrafo (identificato da un numero arabo crescente da 1 a n, e anch’esso da un titoletto in grassetto, corpo normale, con due interlinee di separazione dal testo precedente e una sola dal testo seguente). L’indice appare quindi così:

1. titoletto x pag. ...

1.1. titoletto y pag. ...

1.2. titoletto z pag. ...

.......

2. titoletto w pag. ...

2.1. titoletto j pag. ...

2.2. titoletto k pag. ...

2.3. titoletto m pag. ...

Non è ammesso un paragrafo 0 all’inizio di un capitolo. Si comincia subito dal par. 1 (eventualmente potrà avere un titolo come "premessa", o "generalità", o simili).

E’ opportuna una solida ricostruzione dello sviluppo storico del settore in questione, da premettere sia alla trattazione generale sia, eventualmente, alla trattazione di un tema specifico. La sua lunghezza sarà proporzionata al rilievo del tema.

La parte matematica è da contenere; gli aspetti più complessi sono comunque da rinviare a un’appendice. Un’altra appendice darà (quando applicabili) indicazioni sui packages e programmi di elaborazione elettronica meglio adatti al problema e/o alla tecnica.

Ogni autore è invitato a trarre i suoi esempi da ricerche davvero effettuate, meglio se in Italia, ancora meglio se ampiamente note. Sono da evitare gli esempi fittizi, ad hoc — a meno che non sia possibile sostituirle con esempi tratti da ricerche.

Dopo le (eventuali) appendici, sono previste, a cura dell'autore:

corsivi, sigle, rinvii, note, bibliografia

La prima volta che un termine/espressione caratterizzante è esplicitamente definito/illustrato, esso dev’essere stampato in corsivo (naturalmente è cura dell’autore segnalarlo). La sezione in cui compare tale definizione/illustrazione verrà richiamata sia in seguito nel testo (se opportuno), sia (in grassetto) nell’indice analitico. Può accadere che procedendo nella stesura risulti opportuno arricchire/articolare la primitiva definizione: anche in questo caso si metterà in corsivo il termine in questione.

Il corsivo inoltre si usa per termini/espressioni straniere non entrate nell’uso corrente. Non si usa invece il corsivo (né tanto meno il grassetto) per evidenziare frasi che l’autore ritiene particolarmente importanti. Il grassetto in genere è fortemente scoraggiato dall’editore.

Per gli incisi si devono usare trattini lunghi (—), ottenibili in ambiente Mac premendo i tasti opzione e maiuscolo insieme con il normale trattino, e in Word di Windows mediante il comando simboli di un menù a tendina.

Le sigle verranno stampate con la sola iniziale maiuscola, senza punti intermedi o finali (es: Lisrel). Se ci sono fondati motivi per tenere maiuscole tutte le lettere della sigla, la cosa va segnalata al compositore in un foglio a parte, da mettere all’inizio della copia stampata.

I rinvii alla letteratura saranno inseriti nel corpo del testo, secondo uno dei seguenti standards:

Bianchi ha detto: "...." (1986, 136-139).

Rossi osservò: "...." (1912, tr. it. 1989, 21)

... (Rossi e Verdi 1989, cap. 3) ... (Neri, Rossi e Verdi 1932, vol. III, 189 ss.)

Come hanno detto Azzurri (1959, sez. 3.4) e Bruni (1985, passim)...

Si noterà: niente virgola fra il cognome e l’anno; solo virgola (niente ‘p.’, ‘pp.’ o ‘pag.’) fra l’anno e le pagine. I doppi autori sono congiunti da ‘e’. I tripli autori da virgola e poi da ‘e’. Se i coautori sono di più si ricorre a et al.

Se le opere richiamate sono più di tre, si deve spostare tutto il rinvio in nota.

Delle opere tradotte va prima dato l’anno dell’edizione originale, seguita eventualmente da una barra e dall’anno dell’edizione (tradotta o no) dalla quale si cita. Se non si cita un specifico passo né letteralmente (quotation, con virgolette) né parafrasandolo (citation, senza virgolette) — ma ci si limita a richiamare globalmente l’opera, va dato solo l’anno dell’edizione originale.

Sono opportuni puntuali rinvii a capitoli/paragrafi del proprio testo. Eccone alcune forme:

...si è detto (par. 2.3)... per uno sviluppo, vedi par. 11.2...

Nel cap. 7 abbiamo visto... Il cap. 4, e in particolare la tab. 13, illustra...

Le note saranno usate solo per chiarimenti, approfondimenti, osservazioni a latere. Si invita a ridurle al minimo necessario, e si fa presente che saranno impaginate a fondo pagina (non in fondo al capitolo o al volume). Esse sono numerate da 1 a n entro ogni capitolo; ad ogni nuovo capitolo, si ricomincia da 1. Ciò significa che gli eventuali rinvii ad una propria nota si dovranno fare così: "vedi nota n al cap. x."

Per la bibliografia finale (che deve includere tutte le opere citate nel testo, e solo quelle) si segue il modello adottato nei volumi già pubblicati, ai quali si rinvia.

In caso di opere tradotte, l’opera va elencata sotto l’anno e il titolo della prima edizione in lingua originale. Di seguito si scriverà:

Le citazioni dalla trad. it. Titolo, città, editore, anno.

Se non si sono fatte citazioni, e si vuole solo segnalare l’esistenza di una traduzione italiana, si scriverà: Trad. it. Titolo, città, editore, anno.

formule, tabelle, figure

Le formule vanno inserite nel testo, ma in righe a sé stanti. Si numerano fra parentesi quadre sul margine destro, crescendo da 1 a n per tutto il volume. Gli esponenti e i deponenti devono comparire nella formula in corpo più piccolo, ma non è necessario che vi preoccupiate di inserire i relativi codici sul dischetto: basta che segnaliate (al compositore di Angeli) sulla stampa integrale allegata al dischetto il fatto che si tratta di esponenti o deponenti.

Tabelle e figure saranno inserite nel corpo del testo (non in fondo), e quindi vanno concepite in modo da essere strettamente collegate al testo, che le illustra e le richiama.

Esse hanno un’unica numerazione (una per le tabelle, una per le figure) da 1 a n per tutta l’opera. Quindi si potrà rinviare direttamente alla fig. n o alla tab. n senza preoccuparsi del capitolo in cui tale figura o tabella è inserita.

L’autore allegherà una copia per ogni tabella, che mostri come la vuole impaginata.

Il compositore di cui si serve Angeli è in grado di gestire figure prodotte in ambiente Macintosh con i programmi: DELTAGRAPH, EXCEL, FREE END, ILLUSTRATOR. Invece non è stato in grado — ad esempio — di gestire figure prodotte in ambiente Macintosh con il programma SUPERPAINT.

E’ comunque il caso di allegare sempre una riproduzione di buona qualità delle figure.

fasi del rapporto con gli autori

1. Un autore che intende scrivere un testo per la collana deve chiedere a un membro del comitato editoriale, o procurarsi altrimenti, copia del presente documento, che fa fede dello spirito e delle caratteristiche strutturali della collana.

2. Se accetta lo spirito e si impegna a uniformarvisi, l’autore invia al direttore e ai membri del comitato editoriale della collana un indice dettagliato e ragionato della sua opera (titoli provvisori dei capitoli e dei paragrafi, con 2-5 righe di illustrazione del tema trattato in ciascuno dei paragrafi — non solo dei capitoli).

Il formato di questo indice ragionato è il seguente:

(TITOLO dell’OPERA)

1. (titolo del cap. 1)

1. (titolo del par. 1.1)

(in 2-5 righe: di che si parla (con che taglio, perché, etc.) nel par. 1.1

2. (titolo del par. 1.2)

(in 2-5 righe: di che si parla (con che taglio, perché, etc.) nel par. 1.2

2. (titolo del cap. 2)

1. (titolo del par. 2.1)

(in 2-5 righe: di che si parla (con che taglio, perché, etc.) nel par. 2.1

etc.

3. L’indice ragionato viene discusso nella successiva riunione del comitato editoriale della collana. Dopo tale discussione, il direttore — o altro membro del comitato — fa sapere all’autore che l’indice è stato approvato (vedi oltre), oppure gli chiede integrazioni e/o chiarimenti, e/o avanza proposte di revisioni, tagli, ristrutturazioni, etc. Tenendo conto di queste richieste l’autore sottoporrà una versione rivista dell’indice ragionato. Quando l’indice è giudicato soddisfacente, il comitato editoriale nomina — seguendo criteri di competenza sull’argomento dell’opera — alcuni tutors che per conto della collana ne seguono la redazione. Uno di questi tutors è sempre il direttore, che garantisce la conformità dell’opera allo spirito, alle caratteristiche strutturali e al glossario della collana, e pertanto opera una revisione finale su testi già approvati dagli altri tutors.

Quando un indice ragionato è approvato, il direttore comunica all’autore nomi e recapiti dei tutors, lo invita a consultare i due documenti Glossario e Caratteristiche Strutturali, e gli segnala — tenendo conto dell’indice ragionato — i volumi già pubblicati nella collana che deve tenere presenti nella sua redazione.

Per prima cosa, l’autore deve comunque inviare inizialmente al direttore della collana le prime 10-12 pagine che ha scritto (non importa se sono dell’introduzione o di un qualsiasi altro capitolo) affinché egli effettui un primo controllo del grado di adesione alle caratteristiche della collana (chiarezza, cumulatività, rispetto delle convenzioni strutturali e grafiche stabilite in questo documento e delle scelte terminologiche del glossario).

Ciò al fine di evitare che gli altri tutors si affatichino su un testo troppo distante dallo spirito e dalle caratteristiche strutturali della collana. E’ pertanto opportuno che l’autore attenda le reazioni del direttore alle sue pagine iniziali prima di proseguire nella stesura del testo.

In seguito l’autore invierà ai tutors le stesure dei vari capitoli via via che sono pronte. Tutors e direttore sono tenuti a rinviare all’autore i testi con le loro osservazioni entro un mese. Tenendo conto del periodo e della quantità di materiale da rivedere, il direttore può fissare una scadenza meno restrittiva per la lettura, comunicandola all’autore, ai tutors e a tutto il comitato editoriale.

I tutors segnalano in ogni caso riserve di sostanza, altre letture rilevanti, e così via. Se appartengono al comitato editoriale segnalano anche violazioni dello spirito e delle caratteristiche strutturali della collana e del glossario.

Essi mandano per Email copia (o sintesi) delle loro osservazioni all’autore, al direttore e agli altri eventuali tutors.

Quando l’autore ha riscritto il capitolo o i capitoli tenendo conto delle osservazioni dei tutors, lo/li rinvia ai tutors stessi, che controllano il ragionevole rispetto delle loro indicazioni. Se un tutor è insoddisfatto riapre il procedimento, notificandolo a tutto il comitato editoriale.

Quando ciascun tutor si dichiara ragionevolmente soddisfatto dell’andamento del o dei capitoli rivisti, l’autore invia il relativo testo al direttore, battuto con interlinea 2 e con ampio margine a destra.

Il direttore interviene principalmente per controllare il rispetto dello spirito, delle caratteristiche strutturali e del glossario della collana. Egli valuta quando il testo è in fase abbastanza avanzata da rendere opportuno l’invio di un contratto all’autore da parte dell’editore.

L’autore è tenuto ad effettuare gli interventi di tipo redazionale e ad uniformare la sua terminologia a quella del glossario. Può non accettare alcuni altri interventi: in tal caso ne comunicherà le ragioni al tutor interessato.

compiti del comitato editoriale, dei tutors e del direttore

Il direttore, e quelli dei tutors che fanno parte del comitato editoriale, agiscono come consiglieri degli autori, al fine di assicurare il rispetto dello spirito e delle caratteristiche strutturali della collana, indurre alla massima chiarezza e semplicità, incoraggiare l’omogeneità terminologica e notazionale.

Il comitato editoriale potrà premettere una breve introduzione (conoscenze richieste per la comprensione del volume; legami del volume con altri volumi della collana). In ogni caso, queste informazioni in sintesi verranno stampate sull’ultima pagina di copertina.

contatti dell’autore con l’editore

All’editore devono essere recapitati:

In un foglio da allegare al testo si devono evidenziare tutte le avvertenze e illustrazioni da dare al compositore (ad es. le sigle che si vogliono tenere tutte maiuscole — di tutte le altre sarà lasciata in maiuscolo solo l’iniziale). Questo foglio dev’essere concepito come un indice e una guida per il compositore.

La persona cui far riferimento nella casa ed. Franco Angeli è la dott.ssa Anna Desimio (tel. 02/28.27.651, orario 9.30/13 e 14/17.30).